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Ogni consumatore, al momento di confermare l'ordine dichiara di avere preso visione delle note legali contenute in questa pagina.

In particolare dichiara di avere ricevuto da Hempatia by ITgrow una informazione piena e completa sul divieto di coltivazione di tutti i semi forniti da Hempatia by ITgrow stabilito in Italia dagli artt. 28 e 73 del DPR 309/90, se il consumatore Ŕ soggetto alla legge italiana.


Se soggetto alle leggi di uno stato estero, il consumatore dichiara che non esistono impedimenti legali quali, a puro titolo di esempio, divieti, requisiti speciali, autorizzazioni od altro ad importare e detenere semi di cannabis, suscettibili di generare, se coltivati, un alto tenore di THC.


Il consumatore deve fare riferimento e rispettare le leggi che regolano la coltivazione dei semi di cannabis nello stato in cui risiede.
Hempatia by ITgrow cede ai terzi le proprie sementi con la riserva che essi non siano usati in contrasto con le leggi a cui i terzi sono soggetti, e si solleva da ogni e qualsiasi responsabilitÓ derivante dall'uso improprio dei prodotti da essa forniti.

Al fine di una pi¨ completa informazione, riportiamo il testo integrale degli artt. 28 e 73 del DPR 309/90:

Articolo 28
(Legge 22 dicembre 1975, n. 685, art. 28 - decreto-legge 22 aprile 1985, n. 144, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 1985, n. 297, art. 3, comma 4 - legge 26 giugno 1990, n. 162, art. 32, comma 1)

Sanzioni

   1. Chiunque, senza essere autorizzato, coltiva le piante indicate nell'articolo 26, Ŕ assoggettato a sanzioni penali ed amministrative stabilite fabbricazione illecita delle sostanze stesse

   2. Chiunque non osserva le prescrizioni e le garanzie cui l'autorizzazione Ŕ subordinata, Ŕ punito, salvo che il fatto costituisca reato pi¨ grave, con l'arresto sino ad un anno o con l'ammenda da lire un milione a lire quattro milioni.

   3. In ogni caso le piante illegalmente coltivate sono sequestrate e confiscate. Si applicano le disposizioni dell'articolo 86.

 Articolo 73
(Legge 26 giugno 1990, n. 162, art. 14, comma 1)

Produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti o psicotrope

   1. Chiunque, senza l'autorizzazione di cui all'articolo 17, coltiva, produce, fabbrica, estrae, raffina, vende, offre o mette in vendita, cede, distribuisce, commercia, trasporta, procura ad altri, invia, passa o spedisce in transito, consegna per qualunque scopo sostanze stupefacenti o psicotrope di cui alla tabella I prevista dall'articolo 14, Ŕ punito con la reclusione da sei a venti anni e con la multa da euro 26.000 a euro 260.000.

   1. bis. Con le medesime pene di cui al comma 1 Ŕ punito chiunque, senza l'autorizzazione di cui all'articolo 17, importa, esporta, acquista, riceve a qualsiasi titolo o comunque illecitamente detiene:
         1. sostanze stupefacenti o psicotrope che per quantitÓ, in particolare se superiore ai limiti massimi indicati con decreto del Ministro della salute emanato di concerto con il Ministro della giustizia sentita la Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento nazionale per le politiche antidroga, ovvero per modalitÓ di presentazione, avuto riguardo al peso lordo complessivo o al confezionamento frazionato, ovvero per altre circostanze dell'azione, appaiono destinate ad un uso non esclusivamente personale;

         2. medicinali contenenti sostanze stupefacenti o psicotrope elencate nella tabella II, sezione A, che eccedono il quantitativo prescritto. In questa ultima ipotesi, le pene suddette sono diminuite da un terzo alla metÓ.
    
   2. Chiunque, essendo munito dell'autorizzazione di cui all'articolo 17, illecitamente cede, mette o procura che altri metta in commercio le sostanze o le preparazioni indicate nelle tabelle I e II di cui all'articolo 14, Ŕ punito con la reclusione da sei a ventidue anni e con la multa da euro 26.000 a euro 300.000.

   2. bis. Le pene di cui al comma 2 si applicano anche nel caso di illecita produzione o commercializzazione delle sostanze chimiche di base e dei precursori di cui alle categorie 1, 2 e 3 dell'allegato I al presente testo unico, utilizzabili nella produzione clandestina delle sostanze stupefacenti o psicotrope previste nelle tabelle di cui all'articolo 14.

   3. Le stesse pene si applicano a chiunque coltiva, produce o fabbrica sostanze stupefacenti o psicotrope diverse da quelle stabilite nel decreto di autorizzazione.

   4. Quando le condotte di cui al comma 1 riguardano i medicinali ricompresi nella tabella II, sezioni A, B e C, di cui all'articolo 14 e non ricorrono le condizioni di cui all'articolo 17, si applicano le pene ivi stabilite, diminuite da un terzo alla metÓ.

   5. Quando, per i mezzi, per la modalitÓ o le circostanze dell'azione ovvero per la qualitÓ e quantitÓ delle sostanze, i fatti previsti dal presente articolo sono di lieve entitÓ, si applicano le pene della reclusione da uno a sei anni e della multa da euro 3.000 a euro 26.000.

   5. bis. Nell'ipotesi di cui al comma 5, limitatamente ai reati di cui al presente articolo commessi da persona tossicodipendente o da assuntore di sostanze stupefacenti o psicotrope, il giudice, con la sentenza di condanna o di applicazione della pena su richiesta delle parti a norma dell'articolo 444 del codice di procedura penale, su richiesta dell'imputato e sentito il pubblico ministero, qualora non debba concedersi il beneficio della sospensione condizionale della pena, pu˛ applicare, anzichŔ le pene detentive e pecuniarie, quella del lavoro di pubblica utilitÓ di cui all'articolo 54 del decreto legislativo 28 agosto 2000, n. 274, secondo le modalitÓ ivi previste. Con la sentenza il giudice incarica l'Ufficio locale di esecuzione penale esterna di verificare l'effettivo svolgimento del lavoro di pubblica utilitÓ. L'Ufficio riferisce periodicamente al giudice. In deroga a quanto disposto dall'articolo 54 del decreto legislativo 28 agosto 2000, n. 274, il lavoro di pubblica utilitÓ ha una durata corrispondente a quella della sanzione detentiva irrogata. Esso pu˛ essere disposto anche nelle strutture private autorizzate ai sensi dell'articolo 116, previo consenso delle stesse. In caso di violazione degli obblighi connessi allo svolgimento del lavoro di pubblica utilitÓ, in deroga a quanto previsto dall'articolo 54 del decreto legislativo 28 agosto 2000, n. 274, su richiesta del pubblico ministero o d'ufficio, il giudice che procede, o quello dell'esecuzione, con le formalitÓ di cui all'articolo 666 del codice di procedura penale, tenuto conto dell'entitÓ dei motivi e delle circostanze della violazione, dispone la revoca della pena con conseguente ripristino di quella sostituita. Avverso tale provvedimento di revoca Ŕ ammesso ricorso per Cassazione, che non ha effetto sospensivo. Il lavoro di pubblica utilitÓ pu˛ sostituire la pena per non pi¨ di due volte.

   6. Se il fatto Ŕ commesso da tre o pi¨ persone in concorso tra loro, la pena Ŕ aumentata.

   7. Le pene previste dai commi da 1 a 6 sono diminuite dalla metÓ a due terzi per chi si adopera per evitare che l'attivitÓ delittuosa sia portata a conseguenze ulteriori, anche aiutando concretamente l'autoritÓ di polizia o l'autoritÓ giudiziaria nella sottrazione di risorse rilevanti per la commissione dei delitti.

 

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